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Riassunto
Una delle cose più “classiche” a inizio anno (o a settembre) è fare la lista dei buoni propositi: mi iscrivo in palestra, studio di più, risparmio, cambio lavoro, sto meglio con me stesso. All’inizio sembra tutto possibile, quasi scontato: “stavolta è quella giusta”. Poi passano le settimane, la vita torna a correre, l’energia scende e… quella lista finisce in fondo a un cassetto. Ti suona familiare? Quante volte ti sei sentito motivato per qualche giorno, per poi ritrovarti al punto di partenza, con in più la sensazione di aver “fallito” ancora?
In questo articolo voglio aiutarti a fare chiarezza: capiremo insieme che cos’è davvero un buon proposito, perché spesso lo abbandoniamo e, soprattutto, come trasformarlo in qualcosa di concreto e sostenibile nel tempo. Non parliamo solo di obiettivi, ma anche di valori, autosabotaggio, aspettative irrealistiche e momenti “no”. L’idea non è riempirti di teoria, ma darti strumenti pratici per creare buoni propositi che assomiglino a te e alla vita che vuoi costruire, non alla versione perfetta di te su Instagram.
Cos’è un buon proposito (e cosa lo distingue da un obiettivo)
Quando parliamo di “buoni propositi” parliamo di un’idea di te nel futuro: una versione di te che magari è più in forma, più sicura, più organizzata, più allineata con ciò che desidera. È un’immagine che ti attrae e che spesso ti dà una spinta positiva, quasi come se fosse il trailer della tua “vita ideale”. Non è solo una decisione presa a caso, ma un piccolo progetto sul te che vuoi diventare.
Un obiettivo, invece, è più concreto: non è solo “vorrei essere così”, ma “questo è il piano per arrivarci”. L’obiettivo porta dentro di sé dettagli, passaggi, tempi, risorse. Il buon proposito è la direzione; l’obiettivo è la strada con le sue tappe. Spesso il problema nasce proprio qui: restiamo fermi alla parte “sarebbe bello se…” senza tradurla davvero in azioni possibili. E allora finiamo per percepire questi propositi quasi come sogni irrealizzati, che a ogni tentativo “fallito” intaccano la percezione che abbiamo di noi: “non sono costante”, “non ce la farò mai”, “non ho forza di volontà”.
Se inizi a vedere il buon proposito come un ponte tra chi sei oggi e chi vuoi diventare domani, e non come una lista di “doveri”, già cambia tutto. Non è un giudizio su di te, è una bussola. Non serve riempirsi di promesse, serve imparare a trasformarle in passi concreti, rispettosi dei tuoi tempi e delle tue risorse reali.
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Serve davvero fare tanti buoni propositi?
Fare buoni propositi, di per sé, non è sbagliato. Anzi: può accendere la motivazione, farti sentire vivo, darti quella sensazione di “restart” che in certe fasi della vita è fondamentale. Avere sogni e aspirazioni è sano: ti tirano fuori dall’inerzia, ti fanno immaginare una versione di te più vicina a ciò che senti di meritare.
Il problema emerge quando i buoni propositi diventano troppi, troppo vaghi o troppo distanti da chi sei davvero. Più ne accumuli, più rischiano di trasformarsi in una lista di “cose che non sei riuscito a fare”, invece che in una guida per crescere. E quando non riesci a mantenerli, può scattare un effetto boomerang: ansia, senso di inadeguatezza, giudizio verso te stesso (“non valgo abbastanza”, “non sono costante”, “deludo sempre le aspettative”). A quel punto non parliamo più solo di propositi non realizzati, ma di un autogiudizio che pesa sulla tua autostima.
La domanda forse non è “serve fare tanti buoni propositi?”, ma: “mi serve fare i propositi giusti, al momento giusto, con il giusto peso?”. A volte un solo buon proposito davvero importante e allineato con te conta più di una lista perfetta ma scollegata dai tuoi bisogni reali. Non è una gara a chi ha più obiettivi; è un lavoro di allineamento tra chi sei, cosa vuoi e cosa sei disposto a fare, passo dopo passo, per arrivarci.
Valori prima, obiettivi dopo
Prima ancora della lista dei propositi, c’è una domanda che quasi nessuno si fa:
“Che tipo di persona voglio diventare?”
Tradotto: i tuoi valori.
Magari per te oggi conta di più:
la salute e l’energia;
la crescita professionale;
le relazioni sane;
la libertà (economica, mentale, di tempo).
Se non parti da qui, rischi di inseguire obiettivi che non ti assomigliano.
E quando qualcosa non ti assomiglia… non la sostieni nel tempo.
Fai questo mini esercizio:
Scrivi i 3 valori che oggi per te sono più importanti.
Chiediti: “Questo buon proposito è davvero collegato a uno di questi valori, o lo faccio solo perché dovrei?”.
Tieni solo i propositi che sono allineati. Il resto, toglilo.
Se vuoi lavorare meglio sul tema obiettivi, nel blog 107 e Lode trovi questo articolo del blog:
👉 “Come definire un Obiettivo SMART”
Come costruire buoni propositi che stanno in piedi nella vita vera
Ora entriamo nella parte che ci piace: cosa fare, concretamente.
1. Scegli UN solo proposito per i prossimi 30 giorni
Lo so, vorresti sistemare tutto.
Ma la vera leva è questa: uno alla volta.
Chiediti: “Qual è la cosa che, se migliorasse anche solo un po’ nei prossimi 30 giorni, farebbe davvero la differenza nella mia vita adesso?”.
Quello è il tuo proposito. Spesso non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi perché disperdiamo le energie su più fronti e non manteniamo il focus.
Il Multitasking é il nemico NUMERO 1 della produttività, quindi se vuoi generare risultati concentrati su 1 aspetto alla volta!
2. Trasformalo in un obiettivo chiaro
Invece di:
“Voglio rimettermi in forma”
Scrivi:
“Per i prossimi 30 giorni, 3 volte a settimana faccio 30 minuti di camminata veloce dopo cena”.
Percepisci la differenza di profondità e specificità di questi 2 Obiettivi? Nel secondo puoi notare fin da subito anche un piccolo piano d’azione collegato al tuo Obiettivo e questo fa un enorme differenza.
Inoltre, chiediti sempre:
COSA faccio esattamente?
QUANDO lo faccio?
PER QUANTO TEMPO?
CON CHE FREQUENZA?
Più è chiaro, più il cervello smette di trattarlo come “idea” e lo vede come un’azione.
3. Inseriscilo nella tua giornata, non nella tua fantasia
Il proposito non vive sul quaderno, vive nel calendario.
Blocca il momento in agenda.
Prepara in anticipo ciò che ti serve (scarpe, materiali, post-it, acqua…).
Elimina le distrazioni quando ti occupi di questo obiettivo.
Se non lo difendi nel planning, verrà travolto dal resto.
È importante settare dei confini chiari per lasciare lo spazio che serve ad ogni attività importane per noi.
Per approfondire la gestione e l’organizzazione del tempo leggi questo articolo: “Gestione del Tempo: cos’è e come migliorarla”
Un protocollo pratico: il tuo “Buon Proposito 30 giorni”
Ti lascio una mini struttura che puoi usare subito. Prendi un foglio e scrivi:
Valore a cui è collegato il proposito
Es: salute, crescita, libertà, relazioni…
Obiettivo 30 giorni: scrivi un obiettivo collegato ai tuoi valori fondamentali di questo anno e che per te sono DAVVERO IMPORTANTI.
“Per i prossimi 30 giorni, farò…”
Piano semplice. Evita costrutti astratti di Gant e Time Line infinite. Spacchetta il tuo anno in mesi e concentrati poi ogni lunedì su che cosa puoi fare ogni settimana. Infine, quando hai chiaro i tuoi obiettivi della settimana, organizza la tua agenda giorno per giorno ritagliandoti i momenti più adatti per gli obiettivi scelti.
Il flusso logico é quindi il seguente:Pianificazione Mensile con rispettive scadenze.
Obiettivi Settimanali
Organizzazione dell’agenda Giornaliera.
Ambiente e supporto. Questo é un punto per noi FONDAMENTALE in 107 e Lode. La nostra intera Academy é basata tanto su questo aspetto. Crediamo profondamente nella contaminazione. nell’influenza positiva delle persone che scegliamo di avere al nostro fianco. Circondati dei giusti alleati, se non sai come fare approfondisci all’interno di questo articolo: “Ambiente: come influenzarlo positivamente”. Oltre alle persone porta sempre attenzione anche agli spazi in cui fai le tue azioni e attività che. avvicinano ai tuoi Buoni Propositi.
In generale chiediti sempre:Cosa posso togliere che mi ostacola?
Cosa preparo che mi aiuta?
Chi può supportarmi?
Check della domenica 15 minuti di tempo a fine di ogni settimana in cui rispondi a queste domande:
- Cosa ho fatto di buono questa settimana?
Cosa non ha funzionato?
Cosa cambio o semplifico?
“Fallire” qualcosa lungo la strada non significa che sei sbagliato.
Significa che devi aggiustare il metodo.
Cosa fare quando la motivazione crolla
Questo é il motivo principale per cui i buoni propositi, spesso e volentieri non vengono portati a termine o abbandonati nelle prime settimane dell’anno. Quando leghiamo le nostre azioni solo al momento di entusiasmo dei primi giorni del nuovo anno allora difficilmente riusciremo a mantenerli per lungo tempo.
La motivazione spesso verrà a mancare. Anzi ti avvertiamo già in anticipo che verrà a mancare in alcuni momenti.
Quindi non facciamo finta che non esista. Ma facciamo trovare pronti.
Quando cala la Voglia fai questo:
Riconnettiti al perché: rileggi il motivo per cui hai scelto quel proposito.
Riduci lo sforzo, non lo cancellare: se non riesci a fare 30 minuti, fanne 10. Non è “inutile”: è tenere vivo il filo conduttore.
Festeggia i micro-risultati: sei andato 2 volte invece di 3? Ok, 2 > 0. Parti da lì.
Parlane con qualcuno: un amico, un coach, un mentore. A volte da soli ci raccontiamo storie che ci affossano.
Ricorda: la motivazione è l’accensione, le abitudini sono il motore.





























