Come scegliere il Lavoro per te

Tempo di lettura: 7 minuti

Riassunto

È mai capitato anche a te di trovarti davanti alla domanda “Che lavoro vuoi fare?” e sentire che nessuna risposta ti rappresenta davvero?

Non è pigrizia, né mancanza di talento. È una sensazione più sottile: quella di non riconoscerti nelle opzioni che hai davanti. Studi, lavori, fai il possibile… eppure qualcosa non torna.

Sempre più giovani vivono questo momento di sospensione, in cui il lavoro smette di essere solo una scelta pratica e diventa una questione di identità, direzione e senso.

Da qui parte il percorso che stai per leggere: capire cosa sta succedendo davvero e come iniziare a orientarti, passo dopo passo, verso una direzione più tua.

Cos’è la crisi di senso nel lavoro?

È una fase comune soprattutto tra i giovani adulti, in cui il lavoro viene come parte dell’identità personale, non solo come una fonte di reddito. Quando manca allineamento tra valori personali, attività quotidiane e prospettive future, emergono confusione, demotivazione e senso di vuoto professionale.

Questa crisi non è un capriccio individuale, ma un fenomeno diffuso.  

Secondo il Global Millennial Survey 2024 di Deloitte, “il 64% degli under 35 sceglierebbe un lavoro allineato ai propri valori anche a fronte di uno stipendio inferiore”.

Il dato è chiaro: oggi il lavoro non è più solo sopravvivenza economica, ma identità, appartenenza ed espressione personale.

Quando questa connessione manca, il rischio è sentirsi svuotati, anche in ruoli apparentemente “giusti”.

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Non è (solo) confusione: è un’epoca di movimento… e di opportunità

Siamo cresciuti con l’idea che “a 25 anni devi aver già capito tutto”. Poi guardi attorno e vedi ruoli che cambiano, competenze che evolvono, percorsi non sempre lineari. È facile leggere questo come caos. In parte lo è: troppa scelta, troppi confronti. Ma la stessa dinamica che crea incertezza apre spazi enormi di possibilità.

Oggi puoi riposizionarti più volte, combinare competenze diverse, creare progetti tuoi, ibridare interessi (tech + creatività, sport + comunicazione, sostenibilità + business). Non è “o ti sistemavi a 23 o sei in ritardo”: è imparare a orientarti dentro il cambiamento. Il passaggio chiave è spostarsi dalla domanda “Che lavoro farò per sempre?” a “Qual è la prossima direzione sensata per me, adesso?”. Non serve scegliere fin da subito il lavoro che farai per il resto della tua vita e per sempre, stai semplicemente prendendo una scelta.

Per riuscirci serve consapevolezza: distinguere ciò che ti definisce (valori, talenti, bisogni) da ciò che è moda o pressione sociale. Qui sotto trovi strumenti concreti per farlo.

Ricorda: ogni ostacolo porta con sé un ventaglio di opportunità. Quando una strada si chiude, non è il segnale di fermarti, ma di ridefinire la rotta con criteri migliori e dati più reali.

Cos’è l’Ikigai e come si usa per scegliere il lavoro

L’Ikigai è un concetto di origine giapponese che significa letteralmente “ragione d’essere”. In ambito professionale, viene utilizzato come strumento di orientamento per individuare una direzione lavorativa che sia sostenibile nel tempo perché allineata a ciò che ami, a ciò in cui sei competente, a ciò di cui il mondo ha bisogno e a ciò per cui puoi essere retribuito. Non serve a trovare il “lavoro perfetto”, ma a chiarire quali direzioni hanno più senso per te, oggi, tenendo insieme identità personale e realtà del mercato.

L’Ikigai nasce dall’intersezione di quattro aree fondamentali:

  • Ciò che ami: attività che ti coinvolgono e ti fanno sentire energico e presente.

  • Ciò in cui sei bravo: competenze naturali o sviluppate, sia tecniche che relazionali.

  • Ciò di cui il mondo ha bisogno: problemi, bisogni o cause verso cui senti una connessione.

  • Ciò per cui puoi essere pagato: ruoli, settori e competenze che hanno un valore economico reale.

L’utilità dell’Ikigai sta nell’incrocio tra queste aree, non nella loro perfezione. I punti in cui due o più cerchi si sovrappongono indicano direzioni da esplorare concretamente: un progetto, un corso, un’esperienza lavorativa o un test sul campo.

Usato in modo pratico, l’Ikigai diventa una mappa decisionale che ti aiuta a fare scelte più consapevoli, riducendo il rischio di inseguire percorsi che “sembrano giusti” ma non ti rappresentano davvero.

Scendiamo nel dettaglio…

⭕️ Cerchio 1 in cui scrivi ciò che ami:

Attività che ti accendono, in cui senti energia e “flow” (ad esempio, risolvere problemi, creare, insegnare, progettare, relazionarti).

⭕️ Cerchio 2 in cui riporti ciò in cui sei bravo:

Abilità naturali o acquisite; per scoprirle chiedi feedback a 5 persone che ti conoscono bene e nota in quali situazioni ti hanno visto al tuo meglio.

⭕️ Cerchio 3 in cui annoti ciò di cui il mondo ha bisogno:

Cause o sfide che ti ispirano — come educazione, salute mentale, innovazione, contributo.

⭕️ Cerchio 4 ciò per cui puoi essere pagato:

Settori, ruoli o competenze che hanno mercato; esplora trend, offerte di lavoro e opportunità legate ai tuoi interessi.

Fonte immagine: Wikimedia Commons – Licenza Creative Commons BY-SA 3.0

Numerose ricerche (come quella pubblicata su Frontiers in Psychology, 2022) mostrano che le persone che vivono secondo il proprio Ikigai hanno maggiore soddisfazione professionale, autostima e benessere psicologico.

Per questo, nei percorsi di 107 e Lode utilizziamo anche questo strumento: perché l’Ikigai non è un concetto astratto, ma un modo per portare chiarezza tra pensieri, emozioni e scelte. È un invito ad allineare ciò che fai ogni giorno con ciò che sei davvero.
E quando questo accade, il lavoro smette di essere solo sopravvivenza: diventa espressione, contributo e direzione.

Valori, Talenti, Significato: la triade che evita scelte sbagliate

Le scelte più costose nascono quando ignoriamo i valori (ciò che è importante per te nel lavoro: autonomia, crescita, impatto, stabilità, creatività, comunità), sottovalutiamo i talenti e separiamo il significato dal fare quotidiano.

  • Valori: sono la risposta alla domanda “Cosa è importante per me nell’area del lavoro?”. Ridurli a una singola risposta in un articolo sarebbe ingiusto: all’interno dell’Academy esiste un corso dedicato solo ai valori, perché servono esercizi, lavoro profondo e confronto per riconoscerli davvero. Qui però puoi iniziare: scrivi 5 momenti in cui ti sei sentito “la persona giusta nel posto giusto e al momento giusto” e 5 in cui ti sei sentito “fuori luogo”. Quali valori erano rispettati/violati?

  • Talenti: Mappa le tue hard e soft skill, ma soprattutto individua i momenti in cui ottieni risultati senza sentirti svuotato.
    Rileggi i progetti del passato e nota cosa facevi, con chi e in che contesto: lì troverai indizi preziosi sulla tua direzione.

  • Significato: collega attività quotidiane a un perché più grande. Non serve “salvare il mondo”: avere un impatto riconoscibile su clienti, team, community è già un potente motore motivazionale.

Questa triade filtra offerte che ti possono arrivare, orienta colloqui, guida le tue negoziazioni. Se un ruolo paga bene ma calpesta 2 valori su 3 potresti già avere la risposta.

6 Strumenti e Strategie concrete per scoprire il tuo Lavoro Ideale

1. Job Shadowing: "il lavoro in ombra"

In breve: serve a capire se un lavoro ti rappresenta davvero perché ti permette di osservarlo nella pratica quotidiana, prima di investirci tempo, formazione ed energie.

Cos’è: trascorri una giornata (o due mezze giornate) accanto a una persona che svolge il lavoro che ti interessa. Osserva come si muove, quali strumenti usa, che tipo di riunioni fa e quali difficoltà incontra davvero.

Perché funziona: ti aiuta a capire com’è davvero quel lavoro, al di là delle idee che ti eri fatto. Scopri il lato nascosto: scadenze, email, ritmi, ma anche soddisfazioni e imprevisti.

Come farlo: scrivi a 4-5 persone che lavorano in ruoli che ti incuriosiscono (anche su LinkedIn). Presentati con un messaggio gentile e spiega che ti piacerebbe seguirli per una giornata per capire meglio la loro professione. Offriti di restituire qualcosa in cambio: un piccolo report, una sintesi, un aiuto su un’attività.

Cosa osservare: quanta energia senti a fine giornata (da 0 a 10), quanto ti rispecchi nei loro valori, quante ore passano in attività che ti piacerebbe fare anche a te e quali competenze ti mancano per farlo.
Risultato: decidi se quella direzione fa per te e individua le abilità su cui crescere.

2. Fai piccoli Test-Drive

In breve: serve a trasformare un interesse in esperienza reale perché ti consente di sperimentare sul campo, ricevere feedback e valutare se quella direzione ti motiva nel tempo.

Cos’è: realizza un mini-progetto di 2-6 settimane per mettere alla prova un’idea o un interesse. Può essere un lavoretto freelance, un volontariato mirato o un progetto personale.

Perché funziona: ti permette di trasformare la curiosità in esperienza reale. Impari, costruisci qualcosa di concreto e ricevi feedback.

Come farlo: scegli un piccolo problema da risolvere per un’associazione, un amico o un’attività locale. Stabilisci insieme cosa vuoi ottenere (una pagina web, una mini-campagna, una presentazione, un evento) e in quanto tempo.

Cosa osservare: quanto ti piace farlo, quanto tempo ti richiede, se ti senti motivato e se le persone apprezzano il risultato.
Risultato: più chiarezza su cosa ti appassiona e un progetto reale da aggiungere al tuo curriculum.

3. Trova un Mentore

In breve: serve a orientarti più velocemente perché ti permette di confrontarti con chi ha già fatto quel percorso e di evitare errori comuni nelle fasi iniziali.

Cos’è: è una persona con più esperienza di te (anche solo di qualche anno) che ti aiuta a capire come muoverti. Ti racconta la sua esperienza, ti dà feedback e ti fa evitare errori.

Dove trovarlo: in eventi, community, gruppi online, corsi, colleghi o ex studenti della tua università. Può essere anche un professionista che segui sui social e con cui scambi qualche messaggio.

Come iniziare: chiedi una chiacchierata di 20-30 minuti con domande precise (es. “Come hai capito che quella era la tua strada?” o “Quali competenze ti sono servite di più?”).
Ricorda di offrire qualcosa in cambio: un riassunto della conversazione, una piccola ricerca, un supporto su un progetto.

Risultato: ottieni consigli pratici, idee su possibili carriere e una visione più chiara dei passi successivi.

4. Ruota della Vita Professionale

In breve: serve a capire dove sei oggi perché rende visibili, in modo immediato, le aree del lavoro che ti danno energia e quelle che invece la consumano.

Cos’è: un esercizio visivo per capire dove sei oggi. Disegna un cerchio diviso in 8 spicchi: competenze, autonomia, significato, crescita, energia, equilibrio vita-lavoro, relazioni, retribuzione.
Dai un voto da 1 a 10 a ciascuna area.

Perché funziona: ti fa vedere subito dove stai bene e dove devi intervenire. Spesso non è “il lavoro sbagliato”, ma solo il team, i ritmi o la mancanza di crescita.

Come usarla: ripetila ogni 3 mesi. Annota le azioni che hai fatto e osserva se i punteggi migliorano. Confronta i risultati nel tempo per capire se stai andando nella direzione giusta.

5. Costruire un Ambiente allineato

In breve: serve a mantenere motivazione e direzione perché il contesto in cui vivi e lavori influenza direttamente le tue scelte, le tue abitudini e il tuo livello di energia.

Cos’è: tutto ciò che ti circonda — persone, abitudini, parole, luoghi — influenza la tua motivazione.

Perché è importante: la ricerca mostra che il contesto in cui vivi può alzare o abbassare la tua energia.
Se ti circondi di persone che credono nella crescita, è più facile credere anche tu nelle tue possibilità.

Come crearlo:

  • Scegli ambienti e gruppi che ti ispirano e ti stimolano.

  • Riduci il tempo con chi è sempre negativo o disilluso.

  • Organizza un check-in settimanale con uno o due amici con cui condividere obiettivi e progressi. (In 107 e Lode il team si allinea ogni giorno dal lunedì al venerdì per 30 minuti per darsi direzione e fare condivisione)

📘 Approfondimento: Ambiente: come influenzarlo positivamente

Messaggio chiave: le persone che frequenti ogni giorno influenzano più di qualsiasi corso o libro. Sceglile con cura.

6. Rivedere ruolo e responsabilità prima di cambiare lavoro

In breve: serve a evitare cambiamenti inutili perché spesso il problema non è il lavoro in sé, ma il livello di autonomia, sfida o riconoscimento che hai al suo interno.

A volte non serve cambiare tutto: serve solo più spazio o sfida. Molti si spengono perché sono sottovalutati, non perché fanno il lavoro sbagliato.
Prima di cambiare settore, chiediti se il problema è il livello di responsabilità o la mancanza di autonomia.
Se pensi di meritare di più, prepara una proposta chiara con i risultati che hai ottenuto e gli obiettivi che puoi raggiungere.

📘 Approfondimento: Come chiedere una promozione

Conclusione: darsi una direzione, non scrivere il destino

Scegliere “il lavoro per te” non significa trovare l’etichetta perfetta e incollarla per sempre. Significa scegliere una direzione coerente con chi sei adesso, testarla nel mondo reale e concederti l’evoluzione.

Inizia da quello che abbiamo riportato in questo articolo: muovi piccoli passi e costruisci una strada che parli di te.

Domande frequenti sulla crisi di senso nel lavoro

Come faccio a capire se sto vivendo una crisi di senso nel lavoro?

Quando il lavoro non ti rappresenta più, anche se “funziona” all’esterno. I segnali più comuni sono demotivazione costante, perdita di significato e senso di vuoto rispetto a ciò che fai ogni giorno.

È normale non sapere che lavoro fare a 25 o 30 anni?

Sì. In un mercato del lavoro in continuo cambiamento è normale attraversare fasi di incertezza. Non sapere cosa fare indica spesso il bisogno di ridefinire criteri e direzione, non un fallimento personale.

Come scegliere un lavoro più in linea con i propri valori?

Chiarendo quali valori per te sono irrinunciabili e usandoli come filtro nelle scelte. Un lavoro può essere “giusto” sulla carta ma sbagliato se viola ciò che per te conta davvero.

L’Ikigai può aiutare davvero a scegliere una direzione professionale?

Sì, se usato in modo pratico. Serve a individuare direzioni coerenti tra ciò che ami, ciò che sai fare, ciò che ha valore per gli altri e ciò che può sostenerti economicamente.

Devo cambiare lavoro o solo rivedere il mio ruolo attuale?

Non sempre serve cambiare tutto. Spesso il problema è il livello di autonomia, crescita o responsabilità, non il lavoro in sé.

Da dove iniziare se mi sento completamente bloccato?

Da piccoli passi concreti: osservare altri lavori, fare test sul campo e confrontarti con chi ha più esperienza. L’obiettivo è ritrovare una direzione, non decidere tutto subito.

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